..."risposta" di Jack Folla a "La rabbia e l'orgoglio"
Sabato 29 settembre. Notte.
"Oh capitano, mio capitano
"
Sono tornate a volare le aquile. Oriana Fallaci ha ruggito.
Che vi avevo detto? Il sangue degli innocenti costringe le stelle
a illuminarsi, anche se erano stelle già cadute, spente, in
mille guerre, in mille rivoli desperienze personali, in
mille, pubbliche, testimonianze; anche se erano aquile molto
antiche, malate, regalmente isolate. Come lei, come
lOriana. E che, (per ora, non per molto), sono ancora
aquile solitarie, o quasi, in questo cielo grigio, largo e vuoto
despressione, questo magnifico cielo perduto
dOccidente. Anni che non pronunziava una pubblica parola,
lOriana della nostra giovinezza più arrabbiata. E
laltro ieri, sabato, fucilata sul Corrierone: "La
rabbia e lorgoglio", quattro pagine fitte-fitte,
quattro lenzuoli stampati in un corpicino esile pari al suo,
quattro unghiate daquila ferita, che turberanno moltitudini
di coscienze, compresa la mia, del soldatino della pace Jack..
Che faranno starnazzare le papere zoppe di questItalia
antica ridotta a cortile e a porcilaia per Grandi Fratelli e
riciclati di Tangentopoli, questa povera Italia ristretta, questo
brodino spumoso dove gesticolano marionette di partito, dove si
spruzzano fango marchettari dindustria e lecchini del
Ricco-Padre-Capotribù, e gli unici col diritto di restare a
galla sono i crostini di pane
E così, io, che me ne stavo
sulla mia amaca boliviana, a leggere Seneca ed ascoltando il
Requiem dellangelo Mozart e il vecchio e glorioso Sergent
Peppers, ho visto le fiamme alzarsi dal Corrierone che avevo tra
le dita. E non era stata la mia porca gitane, non era stata
quella merda di bionda paglia secca, lo giuro. Era lOriana
che mi veniva a bruciare le budella peggio del rum cubano che
rifanno i ceceni e che ho dovuto assaggiare per forza, mesi fa, a
casa di un soldatino russo, di quelli che si sono fatti
lAfganistan in tutti i sensi, fino a rimanerne inculati di
traverso; E se lerano sconocchiato magari per difendere
pure noi. Vero Oriana? Ma noi, anime chiare, dalle strade e dalle
piazze gli abbiamo gridato "Andatevene! Non è terra vostra.
Siete i nixoniani di Putin!
Gnam-gnam-gnam-Afganistan-come-Vietnam." E infatti i russi
se ne sono andati. E Osama Bin Laden è rimasto. E adesso sono
cazzi nostri.
Okay, hermanos, avete capito come butta oggi. Chi sabato ha letto
quel best seller di filo spinato, insertato nel giornalone degli
Agnelli e della Gran Milan, sa di che razza di napalm sto
parlando. Chi non lha letto si prenoti larretrato. E
chi non legge una mazza, cioè il 90 per cento di voi, bestie da
terza elementare, saccontenti del sottoscritto che ci ha
dovuto imbastire in una lunga notte una puntata demergenza.
Perché lOriana ha parlato. E qua nel rifugio mi sono
cadute le pareti. E me ne sto nudo come un profugo, seduto sopra
le macerie, davanti al microfono. Alle 13 e 40 di questo lunedì
1 Ottobre 2001. E non vorrei che fosse lultimo
dellera cristiana. Perché io alla mia civiltà ci tengo,
signor Capitano Oriana. Ma a quelle aliene -aiuto!- ci tengo
anche di più. Perché sono democratico fino alle dita dei piedi.
E se volessi disfarmi totalmente della mia cattolicità - ma come
faccio? Con tutte queste chiese, queste madonne del 500, questi
struggenti campanili - non per questo vorrei vedere appiccare le
fiamme ai minareti. E invece lOriana mi ha messo di fronte
al dilemma, a quel lurido gioco che ho sempre detestato, quello
della torre. Che, in questo caso, erano due, gemelle, e sono
cadute in testa solo a noi.
Ehi tu, ragazzo che parli tanto, chi getteresti dalla
torre? Brahms, Einstein, il vangelo secondo San Marco, tua madre,
tutta la letteratura europea dellOtto-Novecento, Brigitte
Bardot, Totti e Del Piero, il Brunello di Montalcino, i babà al
rum, Truffaut-Hitchcok, De Sica e tutto il cinema
dellOccidente
o il Corano riveduto e corretto da
questi assatanati? Da questi giustizieri-kamikaze bendati da
unottusità medievale?
No, Capitano, mio Capitano
Oriana. Perché me lhai fatta questa domanda di merda? E
perché mi costringi, adesso, a girarla ai miei fratellini di
Alcatraz? Questi ce lhanno con la globalizzazione, ma sono
cresciuti a merendine kinder ed hanno sterminato eserciti alieni
con le pistole al laser dei videogames
Loro non sanno che
cosa significa scegliere tra nazismo e libertà. Tra fanatismo e
ragione. Loro ed io non ceravamo a San Lorenzo, quando
veniva giù tutto. Non sanno che cosa significava, per un
repubblichino di Salò, che ci credeva, dover far arrestare suo
fratello di Giustizia e Libertà, che non ci credeva per niente.
Che credeva agli altri, agli alleati, a Radio Londra. Che ne
sanno i miei fratellini, Oriana? I campi di concentramento
glielha fatti scoprire Benigni come fossero una favola,
dove i bambini potevano giocare coi papà. Morire, ma pur sempre
giocando. Tu, che a sedici anni eri partigiana, lo sai che non
era così. Che si moriva con un filo di fumo, non di fumetto. Mi
hai fregato, guerrigliera della verità, proprio mentre sto in
onda. Traballante, sempre in bilico, sul chivalà, ma in onda.
"O di qua o di là", ci hai intimato. Serrate le file,
svegliatevi. Non lo capite quel che sta accadendo? Non lo capite
che questi vogliono farci diventare tutti mussulmani? Che questo
è il loro ultimo scopo? Che perseguiranno il traguardo fino
allultima torcia umana, fino allultimo bacillo di
antrace, lultimo bubbone della peste? Fino a quando non
avranno messo a ferro e fuoco lOccidente intero?
Sì, Fallaci Oriana. Sì. Il sottoscritto laveva capito
eccome. Non bisognava essere laureati per capirlo. Non sei
realista, non sei razionale se non hai un minimo di preveggenza.
E Jack, modestamente, ne ha un chilo per testicolo. E mi facevano
male, Oriana. Mi facevano male da anni
Non sai quanto mi
giravano
Okay, rispondiamo a questa madrina che ci scrive da
New York, fratelli. A due passi da dove adesso cè un buco.
Il buco del Medioevo che è tornato. Perché non ci sembra
possibile che quella voragine di cuori inceneriti labbia
fatta luomo. Verrebbe da attribuirne la colpa a un
tirannosauro fuggito da Jurassic Park. E invece è stato un uomo,
e Oriana ci ricorda "arabo", e aggiunge: di una
civiltà che vuole sodomizzare la nostra. Vogliamo fare come le
tre scimmiette? Io non guardo, tu non ascolti e lui non parla?
No, stavolta no. Prendiamola di petto, come avrebbero fatto i
nostri padri. E analizziamola un po questa lettera bruciata
che ci ha indirizzato Fallaci Oriana dalla giovane vecchia
America, e ringraziamola di averci fatto male, questaquila
rediviva fra i cieli dAuschwitz di Manhattan e le colline
del suo Chianti.
Dicevano che stava a Manhattan, il capitano Oriana,
dicevano che stava a Firenze, dicevano che stava scrivendo
lopera omnia in uno stanzino buio come unantica
tipografia, proprio come quella dove Walt Withman, il 4 luglio
1855, licenziò la prima edizione di "Foglie
derba" e cantò il verbo essere degli americani.
Sì, fratelli, se non avete letto "Foglie derba"
non potete capire lAmerica. "Foglie derba"
è la poesia universale della democrazia, il fiume libero e
ruggente che scorre sotto la Costituzione degli Stati Uniti.
Sfogliate la prima foglia, pagina 1, e troverete queste parole:
"Io canto il Se Stesso, una semplice e distinta persona/ma
dico pure Democratico, e dico pure In massa./Io canto la vita
immensa. /Canto lUomo Moderno."
Dicevano che Oriana Fallaci era lì, in uno stanzino allucinato
di Manhattan, come il vecchio Walt, con il cancro che le rubava
la penna, e lei che di notte gliela risoffiava sotto il naso, la
toscanaccia Oriana, linsolente coi notabili,
lindulgente con i deboli, la mamma colta di Manu Chao, la
giornalista -volenti o nolenti- più amata e celebrata
dItalia. La compagna di Panagoulis che aveva partorito
"Un uomo" con un libro, giustiziando i colonnelli greci
e le loro orgie di potere. Che non aveva mai partorito un figlio,
e con "Lettera a un bambino mai nato" aveva messo in
croce la propria maternità straziata. LOriana che aveva
intervistato la storia, che aveva visto morire il sole, che aveva
pregato: Niente e così sia e che, da bimba, era stata, con
Penelope, alla guerra. Questi titoli vi dicono nulla? Ai più di
voi, ahimè, nulla. Ai ventenni-trentenni italiani, nulla.
Perché voi non leggete: quindi non siete. Anche se questo vostro
tamburino ve laveva rullato due anni fa, dalla sua
arrugginita gabbietta di Alcatraz: "Ehi, fratelli, qualcuno
ne sa nulla dellOriana? Dovè finita la mia Fallaci,
quella che ci dava giù di Cristi e di Madonne, che trattava
Arafat come un facchino del treno della Storia e tirava
noccioline a presidenti e capi di governo dello zoo
dOccidente?" E adesso è arrivata la risposta, due
anni di ritardo ma è arrivata. Pesante come una sbornia di
Hemingway, creativa come uno schizzo di Picasso, struggente come
il Ponte Vecchio, e partigiana, più di Gramsci e Garibaldi messi
assieme. Perché Oriana Fallaci è diventata integralista, come
Osama Bin Laden: il contrario di Bin Laden. LOriana mi fa
la mussulmana dOccidente.
"Ehi, Jack, ma che ti ha detto di così sconvolgente questa
Fallaci Oriana che io non so chi sia, da farti ululare come un
lupo mannaro e pure di lunedì, che abbiamo ancora mezzo chilo di
lasagna sotto lombelico"? Ha detto cose digeribili e
altre indigeste, fratellino che non leggi i giornali. Ha scritto,
più o meno, che se guerra santa devessere (e la crociata,
per Allah-akbar, lhanno iniziata loro, con il primo gommone
di clandestini sbarcato in Europa) lei difenderà con i denti e
con le unghie la cupola del Brunelleschi, farà la sentinella del
Battistero, si pianterà di fronte alle porte doro del
Ghiberti, e al suo fianco si schiereranno le ombre di
Michelangelo e di Giotto, e dei nostri nonni che hanno combattuto
sul Carso, e dei nostri fratelli del Corpo Volontari della
Libertà trucidati dai nazifascisti, e di tutto lOccidente.
Soprattutto lAmerica senza la quale noi oggi parleremmo
tedesco. O bestemmieremmo in russo. LAmerica che Oriana
considera un marito, ed io una moglie, anche se un po
bugiarda, un po sgualdrina. La grande America democratica.
A partire da quei meravigliosi tipacci che sono gli operai di New
York, -che se li inviti a sostituirti lo sciacquone del cesso, si
presentano, forse, a natale dellanno prossimo-, ma se gli
tocchi la Statua della Libertà, salgono uno sulle spalle
dellaltro e in quattro e quattrotto ti tirano su due
piramidi umane più alte delle povere Twin Towers. Quelli che al
discorso di Bush sventolavano le bandierine a stelle e strisce e
gridavano "Iuessei!-Iuessei!-Iuessei!" Quelli che, come
Clinton e non come linqualificabile Gore, non pensano alla
loro carrierina politica ma si schierano con il presidente, anche
se è Bush, il deprecabile Bush
Quello che fa le
"gaffe" per ignoranza grassa. Che se gli chiedevi, due
anni fa, dovè il Pakistan, ti avrebbe fissato due ore fra
le sopracciglia e poi -ma non è provato- forse ti avrebbe
chiesto "Ha a che fare con lIndia?" O forse
lavrebbe scambiato con il nome di battaglia di una squadra
da rugby di ununiversità del Minnesota. O con "il
morbo di Pakistan", perché il Parkinson avrebbe supposto
che era un parco. Beh, quel Bush lì, graziato
dallastensionismo elettorale e da una superficialità
assoluta, di cui è malato tutto lOccidente, fino a ieri lo
vedevi crocifisso nei talk-show. Ricordo, un mese fa, David
Letterman, lo strepitoso Letterman, fare i denti da castoro a una
del pubblico. "Come si sta comportando
quellidiota"? E lei "Terrible"! Sabato sera
lho rivisto via satellite con Hillary, la moglie di
Clinton. Che lo ringraziava per aver ripreso lo show, sospeso
dopo le Twin Towers. Perché guardare Letterman, rifare le ore
piccole per non perdersi una delle sue strepitose puntate,
significava che lAmerica si stava riprendendo. E Letterman,
schernendosi, le ha chiesto a bruciapelo: "E Bill cosa dice?
Che critiche fa, con te, nel segreto della camera nuziale? Come
pensa che lAmerica si stia comportando in questa
fase?" Ottimamente, ha risposto Hillary, sincera. "Mio
marito è totalmente con Bush". Che vi piaccia o no,
ragazzi, è questa la lezione della Storia. E se la dovrebbero
imparare anche molti nostri onorevoli coglioni. Perché Bush,
adesso, è America. E loro, gli americani, sono America. E dite
quello che vi pare a me mi commuove. Perché una cosa è
schierarsi, come ho sempre fatto e sempre farò, contro le stragi
perpetrate dalla Cia e che -secondo me- molti americani
colpevolmente ma non dolosamente ignorano, altra cosa è negare
che lì, fra le Twin Towers, esisteva una grande democrazia e che
oggi questa è in pericolo, e con lei noi, in prima fila, con
quello straccio di libero arbitrio che avevamo, fino a ieri, di
condurre la vita da noi prescelta e di contestare le opinioni che
deprecavamo.
Come ha ragione lOriana. Come è vero, mio Capitano. Loro,
gli americani, sono tutti uniti, destra e sinistra, anarchici e
centro, cattolici e protestanti, bianchi e neri. E noi? Noi
eravamo preoccupati a dare la colpa al governo. Ma poi il Governo
dà la colpa allopposizione. E lopposizione dà la
colpa a un partito della coalizione. E quello sbugiarda il suo
presidente. E lui indice un congresso per vendicarsi di tutti.
Ecco chi siamo noi, Oriana, mentre gli americani si stringono
intorno al presidente. E sono così fanaticamente,
meravigliosamente, ingenuamente demo-cratici, che strabuzzano gli
occhi e Bush non lo vedono proprio. Vedono una statua della
libertà che si chiama, di passaggio, Bush. Ogni uomo, in
America, è uno stato unito. E voi? Voi? Grida lOriana da
Manhattan. Noi, vedi, coltiviamo questi imbecilli con le camicie
verdi, che vorrebbero farci precipitare nellItalia dei
Comuni, nelle risse medioevali di campanile, nelle lotte
fratricide fra Pisa e Firenze. Questi imbecilli che si
inginocchiano a Bossi akbar e alle scomuniche di Napoli e di
Palermo lanciate da un muezzin di Brugherio o da un aiatollah
della Padania, che di giorno fa il rappresentante della Merloni e
di notte sogna laroma del terrone arrostito;
limbecille che si sente di una civiltà superiore, e
confonde la pelle bruciata dal sole dei miserabili con il profumo
della crosta ambrata del panettun. Questo è il Paese ignorante
che comanda oggi, il branco che pensa gretto e omologato, che se
saltasse fuori un Giordano Bruno lo metterebbe al rogo prima che
dicesse "A", e se dovesse scegliere fra un Cristo e un
Barabba salverebbe il Gabibbo. Questa è lItalia di oggi,
cara Oriana, che le stigmate del fascismo ce lha sulle mani
e sul torace, e sanguinano sempre, perché -come diceva Flaiano e
hai ricordato tu- "In Italia i fascisti si dividono in due
categorie: i fascisti e gli antifascisti." Noi abbiamo al
governo anche il Ku-Klux-Klan di Ponte di Legno, e ci siamo
dimenticati delle migliaia di padri che hanno fatto lunità
dItalia. Perché -non diciamo cazzate- il Risorgimento, al
sud, avrà pure sparato allimpazzata, scambiando civili
inermi per briganti. Il Risorgimento sarà stata pure una
colonizzazione del Piemonte di tutto il Mezzogiorno
dItalia. Ma non fateci ridere che erano meglio gli
austriaci, o Silvio Pellico dallo Spielberg vi tira in faccia
"Le mie prigioni" come un mattone di piombo. E il
Lazio? Le Marche? Volete farci credere che stavamo meglio sotto
il Papa Re? Chiedetelo alle ombre di quei ragazzi che, per aver
lanciato un razzetto tricolore in Piazza del Popolo, il Santo
Padre faceva ghigliottinare da Mastro Titta. Noi eravamo
lItalia. Loro sono lAmerica. LOccidente. La
grande nave in fiamme. Noi abbiamo dimenticato che cosa vuol dire
essere italiano. E che doveri comporta. La grande nave brucia.
Noi russiamo sottocoperta. Anzi, qualcuno sta pure minando la
nave. Qualcuno gioisce come certi imbecilli palestinesi
quell11 settembre.
Qualche italiano sorride, sinistro, da un oblò.
Oriana, Oriana
quanto mi fa male questa risposta lunga
quanto la tua provocazione, maledetta maestra del mio romantico
cinismo giovanile. Ventanni fa ho abortito il mio
giornalismo, perché se eri tu quella da battere non cera
partita. E guarda tu, "ventanni dopo", come i tre
moschettieri di Dumas, con che grana mi devo
misurare
"Ma chi te lha chiesto Jack?"
Zitto, imbecille. La mia coscienza.
Sulla tua, se vuoi, buttaci un fustino di Dash.
Ho trasmesso una sola puntata monografica su quattrocento di
Alcatraz, ed era dedicata alla Patria. Quel giorno mi avete fatto
due palle viola, tranne qualche vecchina e qualche generale in
congedo e pure sordo, perché per me "patria" non vuol
dire un campanilismo più esteso, un nazionalismo cieco, patria
vuol dire casa, casa nostra, e perfino casa comune, memoria, la
mia privata e quella collettiva, e poi patria per me significa
rispetto, amore e rispetto per tutti i morti ammazzati da quelli
che, prima, la nostra casa lavevano occupata. E ci
pisciavano sopra. E ci sbeffeggiavano. E dei quali eravamo gli
schiavi. Gli austriaci, i Borboni, i tedeschi che ci avevano
occupati, e su su fino ai barbari.
Eh sì, col patriottismo avete detto "Fanculo Jack" e
io ci sono stato. Che mi fotte? Anche a me lInno di Mameli
fa un po schifo, come a tutti, ma quando lascolto mi
alzo in piedi e mi viene un brivido. Come quando, da bambino, mio
papà mi portava a vedere la fanfara dei bersaglieri e mi faceva
salire su quei cannoni da morti di fame delle nostre battaglie.
Ma poi
ma poi il mio Capitano Fallaci, se né volato
verso altri cieli, cieli strani, cieli inquietanti, cieli
dassalto, cieli di guerra, ed io mi sono tolto il cappello
e le stellette americane, e pure il vecchio tricolore di Custoza,
Goito, Curtatone e Montanara (non sono stazioni sciistiche,
fratellini, sono stazioni della via crucis della nostra
Indipendenza e Libertà). Oriana è scomparsa allorizzonte
(e chissà quanti, adesso, le correranno dietro senza aver capito
né troppo né poco del suo biblico articolone) ed io sono
rimasto solo-solo a volteggiare sulloceano grigio e gelato
del dubbio, e mi dovete dare una mano per venirne fuori,
fratellini, è un cielo col filo spinato. Perché questa gloriosa
figlia di puttana ha scritto un articolo sconvolgente e
bellissimo, ma perfido, pericoloso, manicheo e a tratti,
tragicamente razzista.
Walt Whitman, il padre fondatore della poesia americana, scriveva
ancora: "Attraverso di me voci lungamente mute/Voci di
interminabili generazioni di schiavi/Voci di prostitute e di
gente deforme/Voci di infetti e di disperati, e di ladri e di
nani." Eccola la democrazia americana, che non perse tempo a
ghigliottinare stronzi assoluti come fecero i rivoluzionari
francesi, col "croissant" in una mano e Russeau
nellaltra, ma richiamò il popolo ai suoi diritti e ai suoi
doveri dagli abissi dinsignificanza in cui era stato
soggiogato dal Potere, e tenuto distante dal Palazzo, come un
appestato. Anzi: la democrazia degli appestati divenne proprio la
culla di tutte le democrazie. Gli appestati contagiarono un
intero Continente: e ladri, infetti, disperati, prostitute,
galeotti, furono eletti cittadini e, in quel preciso momento,
aspiranti Presidenti degli Stati Uniti. Gli appestati finirono
per sterminare anche gli indiani dAmerica, e credo fu più
grave della colonizzazione sabauda, più grave del nostro
fucilare briganti e galantuomini, solo perché nutrivano qualche
dubbio, o perché erano fedeli ai Borboni, quindi
"patrioti" a modo loro. Fu più grave di decapitare
anche gli innocenti, come sotto la ghigliottina di Parigi.
Perché in questi casi sia i piemontesi, sia i francesi,
rivoluzionavano comunque casa loro. Ma lAmerica era degli
indiani dAmerica. LAmerica era dei colombiani, o dei
cristofori, come eventualmente si sarebbe dovuta chiamare con
buona pace di Vespucci.
Quel che successe dopo, si era già ripetuto migliaia di volte
sulla terra, ed ancora -suppongo- migliaia di volte accadrà. Una
civiltà tecnologicamente più evoluta simpose
sullaltra, la travolse, e la lasciò soccombere. E
iscritto nel nostro DNA. Ed in quello di tutte le altre specie.
Il tonno cede allo squalo. E lo rafforza. La sardina al tonno. E
lo rafforza per soccombere, con onore, allo squalo. Vogliamo
perderci nei meandri e nei misteri della sopravvivenza? No, direi
di no. Torniamo allarticolo della desaparecida del
giornalismo e delle biblioteche pubbliche e private, che in
quattro pagine ha azzerato dieci anni di silenzio. Scrive
lOriana: Sono martiri, sono eroi, quelli che il signor
Arafat, berciando e sputando saliva, mi presentò quando lo
intervistai ad Amman nel 1972? Ossia quando la Fallaci si
confrontò faccia a faccia con Arafat ad Amman, dove i suoi
marescialli addestravano anche i terroristi della
Baadeder-Meinhof? Sono martiri, sono eroi, quei padri del
terrorismo di oggi? E lo sono i kamikaze che si sono lanciati
contro le Torri Gemelle, a due passi dallo scrittoio di Oriana a
Manhattan? No, è vero Mio Capitano, non lo sono. Sono vanesi,
sono imbevuti di una religione che non esiste, che è stata
traviata dai suoi furbi e schizoidi esegeti, come il miliardario
Osama Bin Laden. LIslam è una fede, una cultura
millenaria, una realtà che un uomo dellOccidente ha il
dovere di decifrare con rispetto e prudenza. Ma i terroristi di
Osama non sono martiri, né patrioti come Pietro Micca. Gli eroi
(ma non possiamo proprio farne a meno di chiamarli eroi, Oriana?)
gli eroi (-poveri e involontari martiri, preferirei-) gli eroi,
dice Oriana, erano su quegli aerei dirottati, o negli uffici del
Pentagono in fiamme, o si lanciavano dalle finestre delle torri,
nel baratro spalancato da una civiltà crocifissa con le sue
stesse conquiste: gli aerei, i grattacieli, la globalizzazione
dei mercati. Perché -vedete, fratelli- gli indiani
dAmerica avevano archi e frecce; così come gli arabi
doggi, a parte loro nero, hanno ancora tende e
cammelli. Ma non sono entrati a Manhattan sui cammelli, gli arabi
doggi. Ci sono entrati con la American Airlines. Come se i
pellerossa avessero combattuto il generale Custer con le colt, i
fucili a ripetizione, i carri armati e tutte le banche svizzere a
sostegno. Avrebbero perso la loro America, gli indiani? Io credo
proprio di no. E George Bush oggi starebbe ancora a fare
"Augh" e danze della pioggia. Jack non sa quanto questo
sia stato capito. Sa per certo che Mister Osama Bin Laden o chi
per lui, laveva capito benissimo, e qualche anno prima
della CIA.
Non rido, rido amaro, sorrido triste, perché questa
bestiaccia del Chianti, con una determinazione da kamikaze, ha
fatto piazza pulita di Santori e di Bruno Vespas Show, di
belanti articoli di fondo del "Messaggero" di Roma, di
patetici "distinguo" di onorevoli appanicati, con la
fifa di sinistra e la fifa di destra, di contorsionisti
dellopinione pubblica e di parole distorte da chi (e sono
la maggioranza) quel maledetto 11 Settembre aveva già perso il
patrimonio in borsa, o stava speculando sui ribassi, o aveva in
mente di rifarsi sulle ossa dei morti di Manhattan. Perché -non
dichiarato da nessuno- il tema di fondo, inconscio, alla TV
italiana era, ed è stato, solo questo: -Resteremo ricchi? Lo
diventeremo ancora di più? O qui si rischiano le pezze al
culo?" Punto e amen. Fine dellintelligenza tricolore.
Ma lOriana no, ha puntato al cuore del problema. E me
lha spappolato in due. Sopra il mucchietto di carne rossa
di qua, mi ha messo su Giotto e Beethoven, la cupola di San
Pietro e il Tintoretto; Jefferson, Picasso, Kennedy, Dante, il
Rinascimento e la Resistenza. E laltrà metà del cuore
mha gridato "Buttala! Gettala via!" o manderà in
cancrena tutto. Perché sullaltra metà del cuore, la
Fallaci ha posato solo questo: un paio di pantofole davanti a una
moschea. E quattro numeri di matematica che, "forse",
dobbiamo alla loro civiltà. "Buttali quei quattro
geroglifici, Jack!" "Bruciale quelle pantofole,
Jack!" Altrimenti anche tu soccomberai come Toro Seduto,
come gli Etruschi, come lAntico Egitto. E con te
soccomberanno gli Agnoletto, i Casarini, quelli che
"lAmerica è stata colpita ma quante ne hanno
sterminate loro, di patrie altrui", e soccomberanno anche
quegli imbecilli che, come i palestinesi, hanno riso, quel
giorno, e sparato in aria stronzate contro gli Shwarzenegger. E
soccomberanno addirittura quelli che a Bin Laden, miserabili, lo
hanno armato, quelli che ci hanno fatto affari insieme, e perfino
i vecchi compagni di merende dei vent'anni, quando Osama
frequentava le discoteche della Costa Azzurra. Perché da loro la
musica è proibita. Perché da loro la donna è un accessorio
della procreazione. Perché ci sarà solo una cosa che
assomiglierà a una minigonna, lo chador; ma vi ricoprirà fino
ai piedi. Se sarete vive. Se saremo vivi. Perché faranno fuori
anche i vostri bambini. E i vivi -come dicono le profezie-
invidieranno i morti. Cazzo che sventola. E meno male che eri
malata, giornalista della mia giovinezza. Oriana del mio mezzo
cuore.
E lo sapete perché, -dice lOriana-, lAmerica è
vulnerabile e non avrebbe potuto essere altrimenti, senza perdere
proprio lessenza di quella democrazia di cui è portatrice
sana in tutto il mondo? Perché quando un Mustafà o un Muhammed
viene a Manhattan, diciamo dallAfganistan, nessuno gli
proibisce di frequentare una scuola di pilotaggio; nessuno gli
proibisce discriversi a Chimica o a Biologia, anche se -per
merito di quegli insegnamenti- quel figlio di Allah dirotterà,
un domani, il Settecinquesette, o getterà una fiala di batteri
nel deposito dellacqua e scatenerà una strage. E invece
-racconta Oriana- se io mi azzardo a presentarmi
allambasciata iraniana di Roma per chiedere di poter
intervistare Khomeini, quelli videro le mie unghie laccate di
rosso e mi trattarono da puttana. E per essermi appartata a
chiacchierare con un mussulmano, ci saltò addosso un
"guardiano della fede", sbraitandomi che avevo peccato,
e che quel mussulmano adesso lo dovevo sposare, e rischiai la
lapidazione. Questa è lOriana. Queste sono le pietanze che
ti sbatte sul tavolo. E chi non ci fa i conti e non ci si misura,
pace allanima sua. Che altro ha scritto quella pira della
Fallaci? Quale altro "orrendo fuoco"? Racconta di
quando i figli di Allah, tempo addietro, innalzarono una tenda
sotto alla cupola del Brunelleschi, e urinavano sul Battistero e
smerdavano San Salvatore al Vescovo, e allora lei, lOriana,
chiamò Dini (non lo nomina, ma si capisce che è Dini) e lui
balbettò che sì, avrebbe fatto qualcosa. E fece il politico,
infatti. Ne chiamò un altro, e anche lui niente: il politico.
Finché lei stessa non si rivolse alla polizia. Questa è la mia
Firenze e non è un accampamento. Sappiate che stanotte io
brucerò quella tenda con le mie mani. E voglio vedervi, voi
poliziotti, domani, portare la Fallaci in gattabuia!
E questa è la Fallaci che a voi piace, vero?
E a me no.
"Perché, ti piacciono quei predoni che pisciano sul
Battistero, Jack?"
No. Non mi piace né lOriana che orina sui predoni, né i
cammelli che schizzano getti di pipì più alti del petrolio sul
nostro Brunelleschi. Il Brunelleschi anche dei figli di Allah.
Anche se non lo capiscono. Anche se non gliene importa un tubo.
"Anche se ci pisciano sopra, Jack?" No, lì ci volevano
polizia e manette. Mi dispiace Sinistra, ma hai toppato. E hai
consegnato il Paese agli intolleranti. Un pochino come
lOriana di oggi. Perché allOriana, da vecchia, le è
venuto il viziaccio di Berlusconi, quello di dar del
"mio" a San Marco, mio al Governo, mio al popolo e al
Ponte Vecchio di Firenze. Ma qui il gioco -vero, mio Capitano?-
si fa orrore, imbecillità e sangue. Perché lOriana dice
"chiamatemi razzista", ma quelli lì sono lavoratori
stranieri come io sono mussulmana. Le nostre belle città non
sono più le stesse, ma sono Dacca, Nairobi, Dakar. Quale Torino?
Quale Firenze? Quale Venezia? E se continuate a dimostrarvi
pecoroni ed a fare le pulci agli americani, quelli si isoleranno,
e i figli di Allah vi faranno a pezzi. Questa è la Storia che vi
attende! e Insciallah, con un battitone dali e di piombo,
laquila Oriana è scomparsa allorizzonte.
"E tu che dici Jack?" Io? Che vuoi che dica? Mha
distrutto. Perché era lOriana, quella di Panagoulis, la
coraggiosa, lantifascista Oriana, mica il senatore
Borghezio. Anzi, per fortuna che gli ha dato degli imbecilli pure
a loro, sennò stamane ci ritrovavamo con gli scalpi di qualche
algerino sulle antenne delle autoradio targate Como di qualche
integralista padano.
Vedi -fratellino soldatino- una Civiltà che si crede superiore
è sempre destinata a morte dalla Storia. Perché dà prova di
sanguinaria imbecillità. Nazismo docet. E non arruola nelle sue
"schiere crociate" solo poveri mediocri come me o come
te. Tuttaltro. Sono gli imbecilli di talento a comandare
queste civiltà nel baratro. Perfino i capitani di una
volta
Quelli che gridano "guerra!" prima di aver
individuato il nemico. Vero Presidente? E maggiormente i capitani
che perdono la brocca, accecati dalla rabbia per le ingiuste
perdite subìte, e confondono il nemico con lamico, il
mussulmano con il mussulmano, il lavoratore, il fratello, con
lassassino. E, così facendo, espongono i propri popoli al
massacro finale. Perché anche il mussulmano che stava con me e
deprecava il terrorismo -sentendosi ingiustamente aggredito- si
rivolterà contro di me. E dalle stesse fila dei nostri eserciti,
mio fratello mussulmano mi pugnalerà alla schiena. Non perché
ami Bin Laden, tuttaltro. Perché ora disprezza anche me.
Vedi, fratellino-soldatino, "tu che dici?" prova a
domandarlo alla tua baby-sitter mussulmana. E poi va a fare la
pennichella tranquillo, tanto ai tuoi bimbi ci pensa lei. Vedrai
come ci pensa. La cacci? Ma la bistecca che tua moglie ti
servirà a tavola ora che non avrete più neanche il
cingalese mussulmano- lo sai, vero, che sarà macellata da un
lavoratore arabo pagato così in nero che può lavorare solo di
notte? O no. O fai finta di ignorarlo? Ragionare come fa la
Fallaci è un harakiri. Come fare il kamikaze da se stessi in se
stessi, senza neppure la manodopera del becchino Osama. Ci
penseranno le vostre colf, i vostri autisti, i vostri impeccabili
schiavi da un milione e due al mese a trarne le conclusioni.
Sarete in trappola come topi, altro che guerra. Avete -abbiamo-
due sole possibilità. Disinnescare le santa barbara del
terrorismo arabo internazionale con delle operazioni segrete, il
meno gridate possibile e il più rapide e indolori possibile. E
solo gli americani e gli inglesi sono, forse, in grado di
compierle. Ma quei poveri fratelli marines dovranno essere -con
se stessi- più spietati dei kamikaze con noialtri. Con una
pasticca di cianuro in tasca. Perché se finiscono in mano ai
talebani, quelli li decapitano, versano lolio bollente
dentro, e li fanno ballare alla CNN davanti a Bush. E dio solo sa
cosa può succedere a quel punto. Cosa può fare Bush, -noi-. Che
rabbia atomica possiamo scatenare. E laltra possibilità
che avete abbiamo- va con la prima. Ed è inondare, ripeto
inondare il Terzo Mondo di aiuti. Un nuovo Piano Marshall per
tutto il Medio Oriente. Subito. Ora. E che siano tutti avvertiti
delle nostre mutate intenzioni. Bombardateli di volantini in
arabo. "Noi non vi sfrutteremo mai più. Guardate! Sta
arrivando la manna dal cielo!" Per carità, che Bush però
non la chiami "manna" come ho fatto io, o siamo
fottuti
E che nessuno torca un capello a un mussulmano
dovunque egli si trovi, a casa propria o sul Ponte Vecchio di
Firenze dove lOriana, e la capisco, ha sferrato un calcio
nelle palle a un figlio di Allah che era soprattutto un gran
figlio di puttana, perché era un mussulmano che spacciava droga,
alla faccia della coerenza religiosa. Ma anche che nessun
extracomunitario si azzardi a pisciare sul battistero di Oriana,
sul nostro e sul loro battistero, il battistero dei cattolici,
dei mussulmani, degli atei, del mondo e del Terzo Mondo. Questo,
il vecchio Jack crede si possa fare.
I capitani, Oriana, soprattutto i capitani di un esercito di
parole, sono i primi -in situazioni demergenza come queste-
a dover mantenere i nervi saldi.
Mi spiace, ex capitano Fallaci Oriana, ma ora devo farlo. Il tuo
soldatino ti toglie le stellette. Nel Pentagono del mio piccolo e
bruciato Io, di capitani, ahimé, ne son rimasti pochi. Ma le
stellette le appunto sullalgerino Albert Camus. Sì, ex
capitano Oriana, non solo pantofole e moschee. Albert Camus
algerino è stato Premio Nobel. E ti sei dimenticata anche le
ultime righe della "Peste"? Così profetiche? Così
calzanti? Rileggile, ex capitano Oriana:
"Ascoltando le grida dallegria che salivano dalla
città, lui ricordava che quellallegria era sempre
minacciata: lui sapeva quello che ignorava la folla, ossia che il
bacillo della peste non muore e non scompare mai, che aspetta
pazientemente nelle camere, nelle cantine, nelle valigie, nei
fazzoletti e nelle cartacce, e che forse verrebbe giorno in cui,
per sventura e insegnamento agli uomini, la peste avrebbe
svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città
felice."
Cinquantanni che un algerino ci avvertiva, ex capitano
Oriana.
Ma ecco che laquila ferita fa dietro-front nei cieli
della mia anima gelata. "Dimmi, ex maestra Oriana, che cosa
vuoi ancora da me?"
-Ehi Jack, ma se mentre li bombardi di focacce e di torte di
ribes, quelli ci pisciano sopra e ficcano in bocca al tuo bambino
una caramella Mu col botulino? E se mentre il piccolo fa la
trottola e crepa come un tarantolato, i figli di Allah, fanno
zompare per aria San Pietro con Woytila dentro, tu che fai? Gridi
"Peace?"
-No, Oriana. Cristo. Mi stacco i coglioni, che sono già
infuocati, e ci tappo la bocca di Bin Laden. Che vuoi che faccia?
Mi armo di un coltello da cucina e parto allarma bianca
contro sti terroristi fanatici, e se vuoi grido pure
"Savoia!", è chiaro? Certo che la difendo come te, la
tomba di Dante con tutto linferno che cè intorno. E
accetto ordini persino dal Berlusclown, va bene?
Ma prima Oriana, diamogli il pane. Il pane ai loro bambini. Il
pane al Terzo Mondo che muore. Cazzo.
E se anche dopo averli sfamati, soccomberemo, come temi tu,
allora ti contraddici, perché vorrebbe dire che la loro civiltà
è davvero superiore alla nostra.
E Amen.
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