...George Brassens
Fonti: "Non per un dio, ma nemmeno per gioco - biografia di Fabrizio De André", di Luigi Viva, edizioni Feltrinelli e articoli da internet
Negli anni '50, quando le canzoni di George Brassens iniziarono a essere conosciute dal grande pubblico francese, furono all'inizio giudicate scandalose: le caratterizzano infatti sia l'attacco alla borghesia sia l'attenzione alle realtà più reiette dell'Europa del dopoguerra. Brassens, molto legato agli ideali anarchici, rifiutò sempre la celebrità e gli ambienti alla moda Parigini. Non si considerò mai un poeta: preferiva definirsi "chansonnier" (cantautore), in questo erede della tradizione che vedeva legati testi di grande poesia e originalità e musiche di grande qualità, che avevano alle spalle la cultura mitteleuropea, francese e napoletana, espresse dai ritmi del valzer, della giava e della tarantella.
Nel piccolo porto mediterraneo di Sète il 22 ottobre 1921 nasce George Brassens, figlio di un muratore e di una casalinga di origini napoletane. La madre ha un gusto particolare per le canzoni tradizionali del suo paese e per le melodie al mandolino, strumento sul quale George imparerà i primi rudimenti di tecnica che svilupperà più tardi con la chitarra. La passione per la poesia viene incoraggiata da un professore di francese, Alphonse Bonnafé, che diventerà in seguito il suo primo biografo nel 1963. Georges Brassens inizia intanto a scrivere dei racconti e dei testi di canzoni che adatterà a delle melodie popolari. Creerà in quel periodo una piccola orchestra chiamata "Jazz", che si esibisce in occasione di alcune feste municipali (George suona la batteria).
I primi problemi arrivano però nel 1938 al terzo anno di liceo, quando viene espulso dalla scuola per via della testimonianza di un compagno di classe che aveva fatto anche il suo nome, in seguito ad uno scandalo suscitato allinterno della scuola, a causa di alcuni piccoli furti avvenuti nelle case degli allievi più abbienti. Sospesi gli studi, al diciassettenne Georges non resta che iniziare a lavorare con il padre nella piccola impresa edile di famiglia. A 18 anni, Georges pensa di lasciare Sète per la capitale, e l'espulsione dal college gliene da' l'occasione. Mentre aspetta di poter partire, cresce la sua passione per la musica e in particolare sboccia in lui una certa passione per Charles Trenet, idolo di mezza Francia, del quale imita lo stile, scrivendo i primi versi. Alla fine dell'anno scoppia la guerra, ma Sète è ancora ben lontana dagli avvenimenti che sconvolgono l'Europa. Nel febbraio del 1940 Brassens prende il treno per Parigi. Durante i primi mesi vive da sua zia e lavora come operaio alla Renault, comincia a frequentare le biblioteche e a studiare i testi delle poesie francesi di Verlaine, Hugo, Apollinaire e gli altri. La Renault, viene bombardata e quando i tedeschi entrano a Parigi, è lamico Luis Bestiou a convincerlo di riparare a Sète, il paese dorigine. Tornerà nella capitale solo dopo larmistizio firmato da Pétain, ma questa volta non più per cercare lavoro: vuole dedicarsi interamente alla musica e alla poesia. Pubblica così a sue spese, nel 1942, il primo opuscolo di 13 poesie, A la Valvole, nel quale per la prima volta, rivela la sua vena satirica e anticonformista sulla religione, la giustizia, la morale.
Nel marzo del '43, Brassens viene mandato in Germania, per il STO (Service du Travail Obligatoire), al campo di Basdorf, vicino Berlino. Una delle caratteristiche di Brassens è il suo forte senso dell'amicizia. Già molto fedele ai suoi amici di Sète, in Germania si creò un nuovo gruppo di compagni: Pierre Onténiente, prigioniero come lui, che diventa uno dei suoi migliori amici e che diventerà suo segretario nel 1956, lo scrittore René Fallet, il cantautore Jacques Brel, l'umorista Raymond Devos, l'attore Lino Ventura. Nel marzo del '44, è di ritorno in Francia. Non ritornerà più in Germania, ma si nasconde presso una coppia che avrà un ruolo notevole nella vita di Brassens, Jeanne et Marcel Planche, a cui dedicherà "La cane de Jeanne" e "Chanson pour l'auvergnat". Resterà da loro fino al 1966. Lavoratore infaticabile, è la che scriverò gran parte del suo repertorio. Sensibile alle idee anarchiche, a partire dal 1946, per guadagnarsi da vivere, scrive qualche articolo su una rivista anarchica, "Le libertaire". Nel 1947 esce il suo primo romanzo, "La lune écoute aux portes". Nello stesso periodo Georges Brassens rencontre la donna della sua vita, d'origine estonienne, Joha Heiman, di cui dirà "non è la mia donna, è la mia dea" déesse."
La prima esperienza dal vivo è un mezzo fiasco. Un famoso chansonnier, Jacques Grello, che ne era rimasto entusiasta, lo aveva fatto esibire nel suo locale, ma il pubblico non è stato in grado di apprezzarlo. La svolta avviene agli inizi del 1952, quando alcuni amici lo convinco a fare un provino in un famoso cabaret di Montmartre. La titolare, Patachou, rimastane affascinata lo convince a esibirsi nel suo locale e gli spalanca così la strada del successo. Brassens comincia suonare in più locali e arrivano i primi guadagni. Il direttore artistico di una famosa casa discografica (la Polydor) e proprietario del cabaret "Les Trois Baudets", Jacques Canetti, lo ingaggia e pensa di fargli registrare qualcosa. Intanto inizia una tournee estiva conclusasi con un certo successo. Anche le prime recensioni sono favorevoli. Nel 1953, nonostante l'ostilità incontrata a causa dei testi delle sue canzoni, ma grazie all'ostinazione di Canetti, registra i primi 2 dischi, che sono subito tra i più venduti. Il 16 ottobre 1953 fa la sua prima grande comparsa sulla scena parigina e pubblica il suo romanzo "La Tour des miracles". Nel 1954, Brassens ottiene il Grand Premio del Disco dell'accademia Charles Cros per l'album "Le parapluie".
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Pris en charge par Jacques Canetti, Georges Brassens se lance dans de nombreuses tournées en Europe et en Afrique du nord. En 1955, la station de radio Europe1, toute nouvellement créée, passe pour la première fois "Le gorille", titre jusque-là interdit. En avril, paraît un troisième 25cm, puis en octobre, Brassens remonte sur la scène de l'Olympia. Enfin en 55, Brassens achète la maison de Jeanne et de Marcel ainsi que la maison voisine.
Après une série de récitals en janvier 1956 à Bobino, Georges Brassens interprète un rôle proche de son propre personnage dans le film de René Clair, "Porte des Lilas". Ce sera sa seule apparition au cinéma. Depuis le début de l'année, Pierre Onténiente est le secrétaire de Brassens et s'occupe de gérer la vie matérielle de son ami. Ensemble, ils créent en 1957 les Editions Musicales 57. Les concerts de l'année 57 à Paris se répartissent sur trois salles, l'Olympia en mai, l'Alhambra en octobre et bien sûr, Bobino du 29 novembre au 18 décembre. En 1958, outre un Olympia du 22 octobre au 17 novembre, il repart en tournée. Il continue toujours de vivre chez Marcel et Jeanne, mais en 58, il s'achète une grande maison à Crespières dans le département des Yvelines.
Pour Georges Brassens, les années 50 s'achèvent par une nouvelle tournée et un récital à l'Olympia en novembre. Mais en cette année 59, lors d'un séjour à Biarritz, il est victime d'un violent malaise du aux problèmes de santé qui le font souffrir déjà depuis de nombreuses années. Cet incident lui inspirera, plusieurs années après, la chanson "l'Epave". Depuis la fin de la guerre, Brassens a régulièrement de très douloureuses crises de coliques néphrétiques et de calculs rénaux. Ces douleurs représenteront un tel handicap toute sa vie qu'il devra parfois même quitter la scène sous l'effet de la douleur.
L'année 1960 commence par une série de concerts à l'Olympia du 21 janvier au 15 février, suivi d'un nouveau passage à Bobino en avril, passage pendant lequel Brassens apprend la mort de son ami, le poète Paul Fort, le 20. En 61, il s'envole pour le Canada où il effectue une tournée entre octobre et novembre, avant de retrouver l'Olympia à la fin de l'année.
En décembre 1962, sort son neuvième et dernier album 25cm, "Les trompettes de la renommée". Le 31 décembre, sa mère Elvira, décède à Sète.
En 1963, Georges Brassens subit sa première opération des reins. C'est cette année-là, que son professeur de français, Alphonse Bonnafé, sort un ouvrage sur son ancien élève. Parallèlement, un coffret de dix disques paraît pour célébrer une carrière fort riche.
Les copains d'abord
En 1964, Brassens retrouve le cinéma mais cette fois, pour composer "Les Copains d'abord", chanson du film d'Yves Robert, "Les Copains". Ce titre se retrouve sur son premier album 30cm qui sort en novembre, pendant une nouvelle série de récitals triomphaux à Bobino du 21 octobre au 10 janvier 65, au cours desquels 120.000 personnes l'applaudissent. Le 28 mars 65, meurt Louis Brassens, suivi de Marcel Planche quelques temps plus tard.
Il 12 octobre, Georges Brassens ha l'occasione di cantare con l'uomo che ammira dall'adolescenza, Charles Trenet, lors de l'émission de radio enregistrée en direct à l'ABC, "Musicora". Il démarre l'année 66 par une tournée hexagonale, puis après Trenet, c'est avec Juliette Gréco qu'il partage l'affiche du TNP (Théâtre National de Paris) du 16 septembre au 23 octobre.
Après plus de vingt ans passés dans la petite maison de Jeanne et Marcel Planche, impasse Florimont, Georges Brassens décide de déménager pour un appartement plus moderne. Il y reste peu de temps, et s'installe finalement dans une maison du XVème arrondissement (en 69).
Georges Brassens observe les événements politico-sociaux de mai 1968 avec une certaine admiration et un certain bonheur, bien qu'il soit à ce moment-là cloué sur un lit d'hôpital, souffrant une fois de plus de ces douloureuses coliques néphrétiques. Mais un autre événement va en revanche assombrir l'année 68 puisque le 24 octobre décède Jeanne à 77 ans.
Alla fine degli anni 60, Brassens incontra un giovane chitarrista, Joël Favreau. Insieme a Pierre Nicolas, ils vont désormais former un trio de scène inséparable.
Entretien avec Brel et Ferré
Le 6 janvier 1969, sur l'initiative du magasine Rock et Folk, et de la radio RTL, Georges Brassens participe à un entretien historique avec Léo Ferré et Jacques Brel, deux autres piliers de la chanson française. Cette année-là, les textes de Brassens sont d'ailleurs présentés au concours d'entrée de l'Ecole Normale Supérieure. Brassens finit l'année, et la décennie dans son théâtre fétiche, Bobino, du 14 octobre au 4 janvier 1970. Il enchaîne en mars 70 avec deux concerts à la Mutualité avant d'entamer une tournée.
En 1972, les 20 ans de chanson de Brassens donnent lieu à un coffret de 11 albums accompagné d'un ouvrage réunissant tous ses textes et poèmes. D'octobre à janvier 73, Georges Brassens se produit à Bobino avec, en première partie plusieurs jeunes chanteurs, dont Maxime le Forestier, Philippe Chatel (qui écrira un livre sur Brassens), Henri Tachan ou Yves Simon.
Toujours en 72, Georges Brassens achète une maison à Lézardrieux, près de Paimpol en Bretagne. Cet enfant de la Méditerranée a découvert cette région par l'intermédiaire de Jeanne Planche qui en était originaire. Au cours des ans, il a développé un tel amour pour ce coin de France qu'il se lança même dans l'apprentissage de la langue bretonne. Il y vient désormais de plus en plus souvent pour flâner et fréquenter le petit monde des pêcheurs qui lui rappelle son port natal.
Affaibli par ses problèmes de santé, Georges Brassens a beaucoup vieilli durant ces dernières années et les concerts répétés deviennent fort fatigants pour le chanteur qui n'a pourtant que 51 ans. En 1973, il entame sa dernière tournée en France et en Belgique, et donne un concert au Sherman Theatre de l'université de Cardiff en Grande-Bretagne le 28 octobre. Ce récital donne lieu à un des rares enregistrements publics de l'artiste et paraît en 74 sous le titre "Live in Great Britain".
En 1975, il obtient le Grand Prix de la ville de Paris.
Adieux à Bobino
Son tout dernier album original sort en 1976. Puis le 20 mars 1977, il monte pour la dernière fois sur la scène de Bobino où depuis octobre 1976, il a dans une ultime série de concerts, réuni un public nombreux et admiratif.
En 1979, son vieil ami, le musicien Moustache, lui propose de participer à l'enregistrement d'un album qui reprend ses plus célèbres titres dans des versions jazz. Georges Brassens, amateur de jazz depuis sa jeunesse, accompagne donc sur ce disque plusieurs jazzmen américains qui interprètent entre autres "Chanson pour l'Auvergnat", "le Pornographe", "la Chasse aux papillons", et un titre inédit, "Elégie pour un rat de cave", seul titre chanté de l'album.
La même année, Brassens est aussi invité sur le conte musical du chanteur Philippe Chatel, "Emilie Jolie". Il y chante la "Chanson du hérisson" en duo avec Henri Salvador.
A la fin de l'année, le maire de Paris Jacques Chirac lui remet le Grand Prix du disque. Enfin en 1980, très malade, il enregistre ses dernières chansons au profit de l'association Perce Neige, créée par le comédien Lino Ventura au profit de l'enfance handicapée. Dans cet album, Brassens chante de vieilles chansons françaises de Charles Trenet, Jean Boyer, Paul Misraki ou lui-même.
Nel 1966, il tour musicale di Brassens e di Juliette Greco anima le serate migliori del T.N.P. L'anno seguente, a Brassens viene conferito il premio di poesia dell'Accademia Francese. Allo stesso tempo, il poeta comincia a fare i conti con la malattia: una lunga serie di coliche lo affligge, tanto che è costretto a farsi operare. La sua innata ironia gli permette di farsi beffe, una volta guarito, delle voci che lo volevano vittima di un cancro, o in procinto di morte. Celebri sono rimasti i versi con i quali rispondeva a queste dicerie:
Le monstre du Loch Ness ne faisant plus recette
Durant les moments creux dans certaines gazettes
Systematiquement, les necrologues jou'nt
A me mettre au linceul sous des feuilles de chou.
(Il bollettino del santo, sul disco 9)
Nel novembre Brassens, malato di cancro, viene operato ai reni per la terza volta. Un anno dopo, il 29 ottobre 1981, nel piccolo villaggio di Saint-Gely-du-Fesc, vicino Sète, a casa del suo amico e medico, Maurice Bousquet, la morte, che Brassens aveva spesso cantato, lo coglie ad appena 60 anni, fiero di non aver mai tradito se stesso, la musica, e i suoi innumerevoli fan. Viene inumato nel "cimetière du Py", soprannominato "cimetière des pauvres".
La semplicità di Georges Brassens ne ha fatto uno degli artisti più amati del patrimonio culturale francese. Il suo repertorio, impertinente ma mai provocatorio, traccia un ritratto impietoso, e tuttavia così tenero dei suoi contemporanei. Ancora oggi le sue canzoni sono reprises par des artistes du monde entier, e i suoi testi vengono studiati nelle scuole. Innumerevoli i suoi interpreti, anche all'estero (Graeme Allwright in inglese, Sam Alpha in creolo, Paco Ibanez in spagnolo, Fabrizio De André in italiano, Nanni Svampa in milanese)
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