...Fabrizio De André
| La canzone d'autore |
Fonte principale: "Non per un dio, ma nemmeno per gioco - biografia di Fabrizio De André", di Luigi Viva, edizioni Feltrinelli
Fabrizio De André nasce a Genova il 18 febbraio 1940. Per alleggerire l'atmosfera, suo padre ha messo sul grammofono il "Valzer campestre" di Gino Marinuzzi, dal quale, oltre venticinque anni dopo, Fabrizio ricaverà la canzone "Valzer per un amore". Scoppiata la guerra, i De André si rifugiano nella campagna di Revignano d'Asti, per ritornare a Genova nel 1945. A otto anni inizia lo studio del violino, nel 1954 inizia a suonare la chitarra e ad alimentare la sua passione per la poesia e per la letteratura straniera; durante i primi anni del liceo frequenta gruppi di musica country-western e jazz (a volte con la partecipazione di Luigi Tenco), inizia ad ascoltare molta musica francese (Bécaud, la Piaf, Aznavour, Brel, Ferré e il suo grande ispiratore Georges Brassens), si interessa di politica e in particolare si accosta all'ideale anarchico, anche per l'influenza culturale di Brassens.
E' stato proprio De André a far conoscere in Italia le
canzoni del cantautore francese, tradotte in italiano. Ne mutuò
il particolare modo di cantare e in parte lo stesso
"prodotto" della sua arte, in cui parole e musica si
fondono: laltezza dei testi non è mai inferiore alla
grande qualità della musica.
De André, che in
questo raccoglieva leredità di Brassens, ha sempre posto
lattenzione sugli emarginati e sulla quotidianità. Anche
nelle sue canzoni di ambientazione medievale o comunque fuori dal
tempo, "favolistica", i veri protagonisti non sono i re
o i "potenti" in genere, ma i suicidi, il giovane che
"rubò sei cervi nel parco del re", gli impiccati, le
donne, come la marchesa scelta dal re ("sarà la
favorita"), che deve abbandonare il suo sposo, o le più
"famose" Marinella e Bocca di Rosa.
Tipici della sua arte sono stati lo sperimentalismo linguistico e quello musicale. De André ha cantato in dialetto genovese o in sardo (in particolare, dopo il sequestro del 1979), ha ripreso forme e caratteri della poesia e della musica medievale, come le canzoni popolari del XIV sec. (a una delle quali è ispirata la musica di "Il re fa rullare i tamburi"), le ballate ("La ballata dellamore cieco", "La ballata degli impiccati") , o il sonetto (ha messo in musica "Si fosse foco" di Cecco Angiolieri). Talvolta invece lo stile "medievaleggiante" ha un vero e proprio intento parodistico, come nella canzone "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers", scritta a quattro mani con Paolo Villaggio.
La sua poliedricità è particolarmente evidente nelle collaborazioni con altri artisti, come Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Nicola Piovani, Giuseppe Bentivoglio, la PFM, i New Trolls, Massimo Bubola, Mina. È proprio lei, infatti, che nel 1968 incide "La canzone di Marinella", accrescendo notevolmente la fama di De André, che nello stesso anno pubblica il primo album, "Volume I", seguito l'anno dopo da "Tutti morimmo a stento", e da "Volume II". "Se una voce miracolosa non avesse interpretato nel 1968 la Canzone di Marinella, con tutta probabilità avrei terminato gli studi in Legge per dedicarmi all'avvocatura. Ringrazio Mina per aver truccato le carte in mio favore e soprattutto a vantaggio dei miei virtuali assistiti" (F. De André)
Nel 1970 esce "La buona novella", tratto dai Vangeli
apocrifi. "Voleva essere un'allegoria che si precisava nel
paragone tra le istanze migliori e più sensate della rivolta del
'68 e le istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente
più elevate, ma da un punto di vista etico-sociale direi molto
simili che, 1969 anni prima, un signore aveva fatto contro gli
abusi del potere, contro i soprusi in nome di un egalitarismo e
di una fratellanza universale" (F. De André)
Intanto De André rilegge l' "Antologia di Spoon River"
di Edgar Lee Masters, che già l'aveva appassionato intorno ai 18
anni, e ne traduce e "riscrive" alcuni brani, che
andranno a comporre "Non al denaro non all'amore né al
cielo", del 1971.
Due anni dopo esce l'ultimo album segnato dalla collaborazione
con Piovani e Bentivoglio, "Storia di un impiegato",
ispirato alle contestazioni del "maggio francese".
Dalla collaborazione con Francesco De Gregori nascono invece uno
dei brani contenuti in "Canzoni" (1974), "Via
della povertà", (i pezzi del disco sono per lo più
traduzioni da Dylan, Cohen ("Giovanna d'Arco" e
"Suzanne") e il suo maestro di sempre, Brassens
("Morire per delle idee", "Le passanti") e
suoi brani degli anni '60, come "La città vecchia" o
"La canzone dell'amore perduto") e l'album "Volume
VIII". In quegli anni nascono in lui l'amore per la Sardegna
e il desiderio di trasferirvisi.
Nel 1978 esce l'album "Rimini", disco di transizione e
mediazione tra il primo De André e quello, già più
sperimentale, di "Volume VIII" .
Il 1979 è l'anno del tour con la Pfm, da cui viene ricavato un
doppio album dal vivo, ma anche del sequestro in Sardegna, che
durerà quattro mesi e che ispirerà parte dell'album senza
titolo che i mass media battezzano "L'indiano", del
1981.
La volontà di "dare una pedata a una porta chiusa da
secoli sulla musica etnica", in particolare quella
mediterranea, porta nel 1984 alla creazione, con la
collaborazione di Mauro Pagani, dell'album "creuza de
mâ", che unisce la lingua genovese alle sonorità della
tradizione mediterranea, e che due referendum tra i critici
indicheranno come il miglior album dell'anno e del decennio.
Nel 1990 esce l'album "Le nuvole", uno dei suoi dischi
più apertamente politici, seguito da un trionfale tour nel 1991,
da un doppio live, e nel 1992 da un nuovo tour.
L'ultimo album di inediti registrato in studio è "Anime
Salve", del 1996, incentrato sul tema della solitudine
derivata dall'emarginazione e sulla libertà. Seguiranno nel 1997
un secondo tour teatrale di De André e la pubblicazione
dell'album raccolta "Mi innamoravo di tutto" contenente
"La canzone di Marinella" cantata con Mina.
De André muore l'11 gennaio 1999, stroncato da un male
incurabile, all'Istituto dei Tumori di Milano, dove era
ricoverato.
Home - This is me!!!! - Amici, nemici, conoscenti e affini - Luoghi, viaggi, vacanze e mezzi di trasporto - Scuola - Dubbi esistenziali - Arte varia - SforzaItalia - Link