...THE BEATLES
Dedicated to George Harrison
Fonte: http://digilander.iol.it/Buglione/index.html e l'introduzione di Ray Connolly a "The Beatles Complete"... a proposito, scusatemi per eventuali periodi un po' sconnessi, l'ho tradotto dall'inglese mooooolto liberamente.
I Beatles
in soli sette anni, dal 1963 al 1970, produssero più canzoni,
grandi dischi e ricordi felici di qualsiasi altro gruppo. Quando
John Lennon fu assassinato a New York nel dicembre del 1980 il
dolore condiviso da milioni di persone nel mondo fu profondamente
personale, così come lo è stato più recentemente, il 29
novembre 2001, quando un cancro ha spento la vita di George
Harrison. Questa era la grandezza della musica dei Beatles: John
Lennon non esagerava poi tanto nel dire che erano più famosi di
Gesù Cristo. I Beatles catturarono il ritmo e lo spirito del
tempo, il carattere della loro generazione, ma non presero mai
apertamente una posizione politica o personale, almeno negli anni
del loro successo come gruppo e benché i loro impliciti
riferimenti alla cultura della droga alla fine degli anni '60
venissero considerati da alcuni come un apertissimo appoggio a
questa. Quello che fecero fu affiancare e talvolta anche
anticipare le mode culturali del tempo in cui scrivevano e
cantavano e soprattutto iniziarono a cantare la vita di tutti i
giorni nel linguaggio dei loro contemporanei. La maggior parte
delle loro canzoni porta la firma di Lennon e Mc Cartney, ma
diversi sono i loro caratteri distintivi: Lennon tendeva a
scrivere in prima persona, come in "In my life",
"Help!", "I'm a loser" e "I am the
walrus"; McCartney, invece, spiegava: "le mie canzoni
raccontano spesso piccole storie", così abbiamo conosciuto
le persone malinconiche, le "loonely people": il
disperato e fallito scrittore di "Paperback writer",
Father McKenzie in "Eleanor Rigby", la figlia che
scappava di casa in "She's leaving home", il
"Nowhere man", "The fool on the hill", e il
pompiere e il barbiere di "Penny Lane". Nonostante le
singole canzoni possano essere associate con l'uno o l'altro
degli autori, si deve ricordare che i dischi dei Beatles erano
prodotti da un gruppo, e che George Harrison e Ringo Starr
contribuirono enormemente alla ricchezza del suono che il gruppo
produceva. George aveva una grande musicalità che emergeva nelle
registrazioni in studio, e la presenza di Ringo era uno dei
fattori stabilizzanti del gruppo.
Nella Liverpool di metà anni
'50 il chitarrista John Lennon forma nel liceo locale i Quarry
Men, il suo primo gruppetto di rock&roll. Intorno alla metà
del 1957 si aggiunge un altro chitarrista, Paul Mc Cartney e,
poco dopo, arriva anche George Harrison, un terzo chitarrista
amico di McCartney. Il gruppo arriva ad essere anche un
quintetto, ma alla fine dei '60 la formazione si riduce
nuovamente al trio Lennon, McCartney e Harrison.
Con gli ingressi del bassista Stuart Sutcliffe, compagno di
college di Lennon, e del batterista Pete Best nell'estate 1960 il
gruppo trova un ingaggio di alcuni mesi in Germania, nei club del
quartiere a luci rosse di Amburgo. L'esperienza si rivela
massacrante (concerti estenuanti e condizioni di vita misere), ma
contribuisce ad affinare l'affiatamento del gruppo: potendo
contare sul supporto vocale di tutti e tre i chitarristi e su di
un repertorio composto da brani di Buddy Holly, Ray Charles, Fats
Domino e vari standard ballabili dell'epoca, i Beatles (questo il
nome definitivo) si fanno apprezzare in energiche performance
amburghesi. Tornati a Liverpool nel 1961 si costruiscono un
consistente seguito locale grazie a una serie di esibizioni nel
Merseyside (in quel periodo rigoglioso di gruppi beat), in
particolare presso il Cavern Club.
Dopo l'abbandono di Sutcliffe McCartney passa al basso e il
gruppo torna nuovamente ad Amburgo dove diventa la backing band
fissa di Tony Sheridan, un cantante di punta della scena beat con
il quale incide "My Bonnie" (lato B: "The Saints"),
un 45 giri a nome Tony Sheridan and the Beat Boys che riscuote un
modesto successo solo nelle classifiche locali tedesche. Verso la
fine del 1961 la grande popolarità raggiunta dai Beatles
nell'area di Liverpool spinge il gestore di un negozio di dischi
Brian Epstein a diventarne il manager e procurare loro
un'ulteriore audizione alla Parlophone, dove il produttore e
arrangiatore George Martin decide di metterli sotto contratto,
suggerendo un cambio di batterista. Scaricato Pete Best e
arruolato Ringo Starr, l'11 settembre 1962 The Beatles pubblicano
il loro primo 45 giri "Love Me Do" (lato B: "P.S.
I Love You"). Entrambi i brani sono a firma Lennon-
McCartney e inaugurano quella partnership prolifica ed ispirata
che darà alla luce la maggior parte delle composizioni del
gruppo. Con il successivo "Please Please Me" i Beatles
schizzano in testa alla hit parade inglese agli inizi del 1963:
il brano li impone come i nuovi fenomeni della musica giovanile,
grazie alla melodia orecchiabile, alle chitarre incisive e alle
armonie vocali decisamente accattivanti. Il successo sarà
bissato dal primo album "Please Please Me" (pubblicato
il 22 marzo 1963), e dal secondo "With The Beatles",
che impone i Beatles come il più importante gruppo di
rock&roll mai apparso nel Regno Unito e a gettare le prime
basi della cosiddetta "beatlemania", in virtù dei veri
e propri fenomeni di isteria collettiva che divampano ad ogni
apparizione del quartetto e alla pubblicazione di ogni loro nuovo
disco. Dopo la pubblicazione del singolo "I Want To Hold
Your Hand" (subito in testa alle hit parade) l'apparizione
televisiva del quartetto all'Ed Sullivan Show il 9 e 16 febbraio
1964 si rivela un successo clamoroso, lanciando irresistibilmente
la beatlemania e il fenomeno della cosiddetta "british
invasion" anche negli Stati Uniti. Tra il 1964 e il 1965 i
Beatles sono impegnati in estenuanti tournée che raccolgono
entusiastiche folle di spettatori, registrano singoli di
strepitoso successo e realizzano addirittura un paio di opere
cinematografiche come protagonisti ("A Hard Day's Night"
ed "Help!", entrambe dirette da Richard Lester).
La loro popolarità è ormai enorme e le pellicole fungono da
straordinari veicoli promozionali per gli omonimi album "A
Hard Day's Night" e "Help!", nonché dei nuovi hit
come "Can't Buy Me Love", "Ticket To Ride" e
la stupenda "Yesterday". Gli anni '60 si identificano
proprio con lo scoppio di quella frenetica rivoluzione culturale
che ebbe il suo culmine con loro: l'Inghilterra, e in particolare
Londra divenne un grande centro artistico e culturale. "Era
il tempo dell'ispirazione e della speranza" scrive Ray
Connolly: il teatro prospera, l'industria cinematografica inglese
vede l'inizio di un periodo di grandi successi, e così anche gli
scrittori di romanzi, i "paperback writers" cantati dai
quattro baronetti di Liverpool. Nell'età della "rivoluzione
tecnologica", del primo uomo sulla luna, tutto sembra
possibile in un futuro non troppo lontano, l'ottimismo in questo
futuro spinge i Beatles a grandi innovazioni, che fanno la storia
della musica introducendo il surrealismo in una cultura musicale
dominata dal kitsch o dal semplicismo del rock and roll, e si
riflette in parte della loro musica, specialmente in quella degli
inizi.
Il 1965 è un anno cruciale: "Yesterday", "Help!",
"Ticket To Ride" denotano la volontà del gruppo di far
evolvere il proprio sound verso territori musicalmente più
complessi e con testi di maggior spessore. Intanto nel giugno
dello stesso anno vengono perfino ricevuti a Buckingham Palace e
insigniti dalla regina Elisabetta dell'MBE (Member of the Order
of the British Empire), l'alta onorificenza britannica che vale
loro il prestigioso titolo di baronetti: come ogni vicenda legata
ai Beatles, l'episodio suscita scalpore, amplificata a dismisura
dai media e finisce inevitabilmente al centro dell'attenzione
pubblica tra polemiche e discussioni (alcuni anziani membri
dell'MBE restituiscono le loro medaglie in segno di protesta). Le
nuove direzioni musicali e poetiche sono evidenti già alla fine
del 1965 quando escono in contemporanea l'album "Rubber Soul"
e il singolo "Day Tripper" (lato B: "We Can Work
It Out"), due brani non inclusi nell'LP: i testi sono più
introspettivi, la musica si apre a nuove influenze (l'uso del
sitar in "Norwegian Wood"). Con la musica cambia anche
il loro aspetto: le divise e l'ordinata pettinatura "a
caschetto" degli esordi spariscono lasciando spazio a barbe
incolte e lunghe chiome, vestiti sgargianti e atteggiamenti
eccentrici; le sostanze psichedeliche alimentano la già fertile
immaginazione del gruppo che ora può contare anche sull'apporto
compositivo di George Harrison. I nuovi traguardi raggiunti in
studio emergono dall'album "Revolver": "Tomorrow
Never Knows" regala sonorità rivoluzionarie (ottenute
ascoltando nastri riprodotti al contrario), "Eleanor Rigby"
è eseguita con un quartetto d'archi, "Got To Get You Into
My Life" gioca sapientemente con il rhythm&blues, "Love
To You" rispecchia le passioni orientaleggianti di Harrison,
"I'm Only Sleeping" le inquietudini di Lennon e "Here,
There & Everywhere" la miglior vena melodica di
McCartney. Con il procedere degli anni '60 i loro album
diventarono sempre più vari e innovativi, un pastiche del loro
originario rock and roll e blues, canzoni anni '20, ritmi
psichedelici, folk, country, western, penrsino il raggae
("Ob-la-di Ob-la-da"), canzoni d'amore, cinismo,
commedia, parodia, sentimentalismi e umorismo: il singolo "Penny
Lane" segna l'ingresso in grande stile nei territori del
rock psichedelico attraverso l'impiego di sofisticati
arrangiamenti orchestrali e del mellotron, ma l'opera definitiva
dell'era psichedelica è "Sgt. Pepper's Lonely Heart's Club
Band" (1967), dai testi visionari ricchi di ambigui
riferimenti (più o meno volontari) alla nuova cultura giovanile
("Lucy In The Sky With Diamonds" e "Fixing A Hole"),
in cui convivono tentazioni indiane ("Within You Without You"),
durezze chitarristiche (la title track che si stempera nella
solare "With A Little Help From My Friends" cantata da
Ringo Starr), melodie malinconiche ("She's Leaving Home")
e ardite architetture pop ("Lovely Rita", "Good
Morning") condite con soluzioni elettroniche d'avanguardia.
I Beatles si recano in India presso il guru Maharishi Mahesh Yogi
(divenuto per una breve stagione il loro "padre
spirituale"), con il quale praticano meditazione e si
dedicano a una tranquilla vita in armonia. Dopo la morte del
manager Brian Epstein, figura fondamentale per l'equilibrio
interno del gruppo, nonché amico intimo dei quattro e coartefice
delle scelte strategiche responsabili del successo mondiale della
band, la stabilità del gruppo diventa sempre più precaria. Il
film-TV "Magical Mystery Tou" viene aspramente
affossato dalla critica. Il monumentale doppio album "The
Beatles" (1968, noto anche come "The White Album")
non fa che rafforzare ulteriormente questa sensazione: Lennon
appare come il rocker più sarcastico, McCartney l'anima più
romantica, Harrison il mistico menestrello e Starr la macchietta
naïf. Appare evidente che l'album non si ciba degli umori di un
gruppo unito, bensì di quelli dei suoi singoli componenti: la
maggior parte delle canzoni sono messe a punto autonomamente dai
quattro artisti e ognuno di essi impiega i compagni come session
men. Nonostante ciò, la musica del quartetto viaggia ancora su
livelli qualitativi eccellenti e riprova ne è lo strepitoso
singolo contenente la splendida "Hey Jude", a firma
McCartney e, sul lato B, "Revolution", potente brano di
Lennon. Tuttavia quando il gruppo si ritrova all'inizio del 1969
per incidere un nuovo album, le condizioni non paiono delle
migliori: McCartney insiste affinché i Beatles suonino
nuovamente dal vivo e convince gli altri della necessità di un
"ritorno alle radici" attraverso la realizzazione di un
album in studio "in presa diretta". Il 30 gennaio 1969
il gruppo piazza gli strumenti sul tetto della sede della Apple a
Londra e tiene un concerto estemporaneo solo per le telecamere.
L'esibizione viene interrotta dalla polizia perché il traffico
sottostante va completamente in tilt. È l'ultima esibizione del
gruppo. Nel frattempo, il 13 gennaio 1969, esce anche la colonna
sonora di "Yellow Submarine", un variopinto film
d'animazione (diretto da Dick Emery e George Dunning, su disegni
dell'artista tedesco Heinz Edelmann) basato su alcune canzoni del
gruppo (4 delle quali inedite) di stampo psichedelico.
Ma i quattro sono sempre più lontani: John Lennon pubblica per
primo del materiale discografico al di fuori del gruppo (tra cui
il celebre singolo "Give Peace A Chance", del maggio
1968). Nell'estate 1969 tornano in studio per approntare "Abbey
Road" (1969), caratterizzato dalla ricercatezza di
arrangiamenti strumentali e vocali. La piena maturità
compositiva raggiunta da Harrison è testimoniata da "Something"
e "Here Comes The Sun", i due brani di maggior
successo. Sono presenti anche l'immortale inno pacifista "Come
Together", l'abrasiva ripetitività di "I Want You
(She's So Heavy)". Quando il 10 aprile 1970 McCartney
annuncia di aver lasciato i Beatles, il gruppo in realtà non
esiste più da diversi mesi. Tuttavia la notizia ha un
effetto-shock sull'opinione pubblica, ancora largamente ignara
delle frizioni interne che ormai da numerosi mesi minano la
stabilità della band: quando esce il già citato "Let It Be"
(8 maggio 1970), gli ex membri dei Beatles già si stanno
combattendo a colpi di ingiunzioni legali.
Le battaglie legali, le fortunate rispettive carriere solistiche
e le mutate condizioni dei rapporti personali (specialmente tra
Lennon e McCartney) fanno purtroppo naufragare la tanto
favoleggiata riunione dei "Fab Four" per tutto il
decennio successivo, e ogni speranza di rivedere riuniti i
Beatles svanisce definitivamente l'8 dicembre 1980, quando John
Lennon viene assassinato a New York da un fan psicopatico.
Occorre attendere oltre due decenni perché le questioni legali
della Apple vengano appianate e McCartney, Harrison, Starr e la
vedova di Lennon Yoko Ono trovino un accordo per sfruttare il
cospicuo materiale inedito custodito negli archivi: nel 1994
viene pubblicato il doppio CD Live At The BBC con materiale
tratto da trasmissioni radiofoniche del periodo 1963-1965, mentre
tra il 1995 e il 1996 esce l'opera completa Anthology (tre doppi
CD). Rientra nell'operazione anche la registrazione di due nuovi
brani ("Free As A Bird" e "Real Love")
rielaborati dai tre superstiti partendo da vecchi provini
casalinghi di Lennon incisi alla fine degli anni '70.
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