...Modena City Ramblers
Fonte: confesso, è spudoratamente copiata "para para" dal loro sito ufficiale www.ramblers.it
I Modena City Ramblers nascono
nel 1991 come gruppo di folk irlandese, che suona per la strada,
o per amici e parenti. Nel 1994 pubblicano il primo album,
"Riportando tutto a casa", in cui rivendicano la loro
identità meticcia, l'Irlanda e l'Emilia, la resistenza e gli
anni Settanta, i viaggi e le lotte. Tra i loro "compagni di
strada", anche due big irlandesi: i Chieftains e Bob Geldof.
Tra i brani, "In un giorno di pioggia", resoconto della
nascita del grande amore per l'Isola verde.
Le loro coinvolgenti ballate
trascinano il pubblico anche per la veemenza polemica dei testi.
"Quarant'anni", ad esempio, traccia un ritratto al
vetriolo della politica del dopoguerra tra P2, mazzette e stragi
impunite. Ci sono anche due cover "politicamente
schierate": "Bella ciao" e "Contessa".
Il periodo è caldo: l'inizio di Tangentopoli. "Oggi sono
cambiate le condizioni sociali. C'è meno voglia di lottare e
molta confusione. Penso che non riscriverei più un pezzo come
'Quarant'anni'", ammette Rubbiani.
Ma la grande utopia dei
Modena City Ramblers ha continuato a vivere nel secondo disco,
"La grande famiglia" (50.000 copie vendute), dedicato
al pubblico. E soprattutto nei versi di Terra e libertà, il
terzo album, che attraversa i sogni di riscatto del Messico di
Emiliano Zapata ed "el Sup" Marcos, viaggia tra i campi
dei Saharawi e segue le tracce lasciate da Ernesto Guevara (non
ancora "Che") alla scoperta del suo continente.
Gli strumenti sono la
fisarmonica della tradizione italiana e la "uileànn
pipe" di quella celtica; la chitarra e l'armonica del
vecchio Woody Guthrie, le percussioni latino-americane, le
chitarre elettriche e le batterie rock. Una mistura che la band
definisce "patchanka celtica". Il successo dei Modena
City Ramblers è cresciuto nel solco della riscoperta folk dei
primi anni '90, portata avanti da gruppi come Mau Mau, Gang, Yo
Yo Mundi. "Oggi per la scena indipendente c'è più spazio -
spiega Rubbiani -. Ma è sempre molto difficile combattere il
dominio delle radio commerciali". Loro ci provano. Tra
gighe, combat-rock e ballate in dialetto di "un'Emilia anche
immaginaria". Un repertorio che riproporranno dal vivo anche
nel nuovo tour.I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come
gruppo di folk irlandese, senza alcuna pretesa di suonare per un
pubblico che non fosse quello di amici e parenti. Nel 1993,
stupiti del calore con cui il pubblico emiliano accoglie la loro
mistura di punk, folk irlandese e canti della resistenza italiana
incidono il loro primo demotape, oggi introvabile: COMBAT FOLK.
Nel marzo 1994 esce il loro primo album, RIPORTANDO TUTTO A CASA,
per l'etichetta indipendente romana Helter Skelter. E' un disco
con cui i Modena City Ramblers rivendicano la loro identità
meticcia, fatta di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla
Resistenza e gli anni Settanta (di cui loro, per ragioni
anagrafiche, hanno solo sentito parlare), di viaggi e di lotte.
L'album funziona, e, in pochi mesi, stringono rapporti con un
management (Mescal) e una major discografica (PolyGram).
RIPORTANDO TUTTO A CASA viene ripubblicato nel novembre dello
stesso anno dalla Blackout-Mercury. Nel marzo 1996 arriva nei
negozi un secondo album, LA GRANDE FAMIGLIA, tutto dedicato al
pubblico che si va stringendo attorno alla band. Il suono
comincia a cambiare, e il folk (fin dall'inizio suonato con
attitudine punk) a indurirsi, contaminandosi con il rock. Nel
settembre del 1997 esce il terzo album, TERRA E LIBERTA',
fortemente influenzato dalla conoscenza diretta del continente
latinoamericano e dalla lettura di alcuni suoi importanti autori,
alcuni dei quali diventano interlocutori e amici del gruppo (Luis
Sepulveda, Daniel Chavarria, Paco Ingacio Taibo II). Il combat
folk si irrobustisce, allarga i suoi orizzonti senza perdere la
sua identità, diventa patchanka celtica. Nel frattempo va
crescendo il consenso intorno al gruppo come live-band. I Modena
City Ramblers saltano, suonano forte, si divertono e fanno
divertire. La tournée di LA GRANDE FAMIGLIA e, ancora di più,
quella di TERRA E LIBERTA', riempie i locali di tutta Italia, e
attira più pubblico dei tours di artisti ben più blasonati. A
novembre 1998, dopo un altro anno passato in tour, i Modena City
Ramblers sentono il bisogno di un tuffo nel passato e nelle loro
origini; realizzano RACCOLTI, insolito album dal vivo registrato
in un pub irlandese d'Emilia, completamente acustico e con un
pubblico composto di pochi amici. RACCOLTI comprende brani dei
tre album dei MCR più tre brani inediti.
Dopo il tour di presentazione di RACCOLTI il gruppo si reca in Irlanda (febbraio '99) per la pre-produzione del nuovo album di studio, FUORI CAMPO, ultimato all'inizio di giugno e pubblicato il 24 settembre 1999.
I Modena City Ramblers degli inizi, più che una vera e propria band a formazione fissa, si consideravano una specie di "session itinerante"; c'era un nucleo di musicisti sempre presenti attorno a cui ruotavano vari collaboratori. Per questa ragione, il gruppo ha potuto subire senza traumi vari avvicendamenti nella formazione dagli inizi all'attuale stagione professionale, ed è sempre stato aperto alle collaborazioni. Da Bob Geldof alle Mondine di Novi, dai Chieftains a Paolo Rossi, da Luìs Sepulveda a Paco Ignacio Taibo II sono ormai parecchi gli artisti che hanno diviso il palco e la sala di incisione con i Modena City Ramblers. FUORI CAMPO aggiunge nuovi amici alla combriccola dei Ramblers, come gli straordinari musicisti irlandesi coinvolti nelle nuove registrazioni, e tanti altri saranno quelli che arriveranno in futuro'
FUORI CAMPO è un disco nato in modo molto diverso da come di solito i Ramblers progettano e realizzano i propri lavori. Senza un titolo di riferimento intorno a cui costruire una storia (come in GRANDE FAMIGLIA e TERRA E LIBERTA'), semplicemente scrivendo canzoni e portandole in studio per essere arrangiate e completate. È' durante le sessions live di RACCOLTI, nell'autunno del 1998, che inizia a prendere forma l'idea di un nuovo album di studio: FUORI CAMPO viene scritto e registrato tra l'Irlanda e l'Emilia in un tempo molto breve (febbraio-maggio '99), ed è già pronto all'inizio dell'estate. Al centro del disco ci sono gli argomenti tanto cari al gruppo, il riaffermare la propria identità musicale e culturale sospesa tra riferimenti celtici, radici emiliane e contadine e la spinta all'impegno e alla lotta propria degli oppressi dell'America Latina.
All'inizio di Novembre sarà pubblicata la biografia dei Modena City Ramblers: 'Combat Folk: l'Italia ai tempi dei Modena City Ramblers', edita dalla Giunti, che conterrà un bonus CD di 4 pezzi (3 live + 1 inedito)
Ufficio Promozione Mercury - Settembre 1999
Alberto Cottica, fisarmonica,
voce
Francesco Moneti, violino, chitarra elettrica
Franco D'Aniello, tin whistle,flauto
Giovanni Rubbiani, chitarra, armonica, voce
Massimo Ghiacci, basso, voce
Roberto Zeno, batteria, percussioni
Stefano "Cisco" Bellotti, voce solista
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